LA MOSTRA

 

Labriola alla “Sapienza”

Luigi Londei

Direttore dell'Archivio di Stato di Roma

 

La presenza dell'Archivio di Stato di Roma, in questa iniziativa dedicata ad Antonio Labriola, non è dovuta solo al possesso di materiale documentario che in qualche modo lo riguarda, ma ad una ragione, per così dire, estrinseca, cioè nell'avere l'Istituto sede nel palazzo ( la Sapienza ) che per lunghi secoli, e sino al 1935, ospitò l'Università romana: pontificia per i lunghi secoli intercorsi fra la fondazione (che convenzionalmente si fa risalire a Bonifacio VIII nel 1303, ma che probabilmente risale ad oltre un cinquantennio addietro) e l'unificazione nazionale, e poi italiana.

Fra le mura di questo palazzo Antonio Labriola esercitò il suo magistero; e, se l'Archivio di Stato di Roma non possiede che pochi documenti su di lui, ne possiede però - ed in grande quantità - sul palazzo della Sapienza che assunse le forme attuali a metà del Seicento, grazie all'opera di Francesco Borromini.

Nell'archivio dell'Università pontificia, conservato (questo si!) presso l'Archivio di Stato di Roma, sono fra l'altro documentate le vicende costruttive del palazzo insieme a quelle concernenti la vita accademica. La documentazione termina con il 20 settembre 1870: da questa data in poi le carte sono conservate nell'archivio dell'attuale Università di Roma, che sta provvedendo al loro riordinamento.

L'Ateneo romano ebbe sede nel palazzo della Sapienza sino a quando non si trasferì, a poco a poco, presso la nuova città Universitaria, nel periodo fra il 1935 ed il 1939: l'ultima a trasferirsi fu la biblioteca Alessandrina. Il fondo librario venne sistemato nei nuovi locali, mentre la storica e bellissima sala borrominiana divenne sede della biblioteca dell'Archivio di Stato che, negli stessi anni, si insediò nel palazzo. Sino a quel momento, l'Istituto aveva avuto sede nell'ex convento dei Gesuiti, a piazza del Gesù, che, a seguito dei patti lateranensi, dovette essere restituito a quei religiosi.

Quello alla Sapienza non fu, purtroppo, un insediamento indolore: per fare posto ai depositi per il materiale cartaceo venne infatti completamente svuotata un'ala del palazzo (quella a destra di chi lo guarda sul fronte di Corso Rinascimento) nel cui interno venne realizzata un'incastellatura di metallo di nove piani con gli scaffali incorporati. Si trattava, senza dubbio, di una buona sistemazione per il materiale documentario, ma al costo della distruzione di un'architettura storica!

La sede della Sapienza, inoltre, si manifestò fin dall'inizio inadeguata a contenere tutto il materiale documentario e, per farvelo entrare tutto, non si fece di meglio che ricorrere a massicci scarti di documentazione. E quando, molti decenni dopo (anni Novanta del XX secolo) le necessità di ricevere nuovi versamenti di documentazione storica si fecero impellenti, si è dovuti ricorrere alla soluzione di prendere una sede succursale nel lontano quartiere Tiburtino.

Il palazzo della Sapienza ospitò dunque l'Università: la continuità dell'uso non deve però farci ignorare le enormi differenze, sul piano culturale e ideologico, fra quella pontificia e quella italiana. Un personaggio come Labriola, impensabile, ovviamente, nel contesto dell'Università dei papi, divenne una presenza viva ed animatrice nell'ambito di quella dello Stato liberale che, nonostante tutto, riuscì a mantenere sempre la libertà di pensiero e di cultura. E di tale libertà Labriola fu, al contempo, propugnatore e simbolo.

E tra le antiche mura, sembrano ancor oggi riecheggiare il suo insegnamento e la sua presenza!

 

 

antonio labriola e la sua università

Home
Mostra
Catalogo
Documenti
Contatti
Links
FMB
©2005 CULTUREDUCAZIONE.IT - TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Realizzazione: