Non si dimentichi la cultura generale

 

      (Risposta di Nicola Siciliani de Cumis alla inchiesta su “computer, crescita dell’infanzia, formazione giovanile”, a cura di Andrea Scazzola, Va bene “una testa, un computer” ma non basta, ci vuole il pensiero, nella rivista “Teléma”, primavera 2001, pp. 91-92. Altre risposte  di Andrea Aparo, Piero Boitani, Antonio Calvani, Alessandro Cavalli, Mauro Fario, Franco Filippazzi, Giovanni Gozzer, Jader Jacobelli, Vittorio Mathieu, Alessandro Pascolini, Paolo Renzi, Emilio Rossi, Paolo Servetti Longo, Domenico Starnone, Roberto Vacca, Aldo Visalberghi).

 

 

Parole chiave:

 

cultura generale

storico-critico

complessità

responsabilità

giustizia

 

 

 

 

      Riterrei da un lato che  i bambini e i ragazzi di oggi (quelli almeno che nell’intero Mondo ci riescono, e sono ancora una minima parte) entrano in  rapporto  con l’uso del computer e della telematica, in modi che sono evidentemente molteplici, assai diversificati e difficilmente classificabili (ma non conosco sull’argomento indagini comparative serie a livello planetario). Non avrei tuttavia dubbi circa l’impatto positivo, globale, del mezzo, nel processo di acquisizione di conoscenze; ma a condizione che ciò avvenga per tutti e per ciascuno (una testa, un computer), in forme equilibrate, attive, non esclusive né riduttive degli altri livelli formativi umani: educazione fisica, dimensione ludica, valenza estetica, ricaduta sociale, crescita della capacità critica ed autocritica, consapevole costruzione di tavole di valori,  facoltà di discriminazione e di scelta,  senso di responsabilità ecc.

       Ecco perché, da un altro lato, penso che si faccia mondialmente assai poco affinché tutti i giovanissimi della Terra, nessuno escluso (una testa, un sapere storico-critico), si preparino sperimentalmente ed intellettualmente a vivere ed operare in un mondo in rapidissima trasformazione (per ciò che attiene alle tecnologie multimediali, ma non solo). Di qui la necessità che si sviluppino a trecentosessanta gradi, assieme alla  padronanza dello strumento informatico e telematico,  il senso della storia, la cultura generale, la capacità di orientarsi non passivamente nel presente, l’attitudine a progettare: e dunque, in forza di ciò, l’abilità personale e collettiva a fronteggiare creativamente i cambiamenti, ad adattarsi alle novità, a trovare in prospettiva, tuttavia subito, la forza intellettuale e morale di affrontare i problemi prevedibili ed imprevedibili, e di cercare le soluzioni umane più giuste. Magari inedite. 

 

                                                                            Nicola Siciliani de Cumis