Accademia Nazionale d’Arte Drammatica

Anno Accademico 2001/2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PEDAGOGIA E DIDATTICA DEL TEATRO

 

Biennio sperimentale post-diploma

per docenti di recitazione e operatori teatrali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BANDO DI CONCORSO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica apre per gli Anni Accademici 2001/2002 e 2002/2003 un biennio sperimentale post diploma denominato “Pedagogia e Didattica del teatro”, destinato alla formazione di pedagoghi teatrali e riservato a quanti siano in possesso di un titolo di studio post-secondario.

 

TASSE DI ISCRIZIONE:

 

 

Principi generali

 

Tutte le domande dovranno pervenire alla segreteria dell’Accademia entro e non oltre il 13 Febbrajo 2002. Gli esami di ammissione si svolgeranno dal 18 Febbrajo 2002. I corsi avranno inizio il 1 Marzo 2002.

 

Saranno ammessi un massimo di venti (20) allievi, attraverso un esame di selezione per titoli ed esami. La commissione esaminatrice sarà formata dal Comitato Tecnico Scientifico del biennio, formato da:

 

-         Direttore dell’Accademia: Prof. Luigi Maria Musati;

-         Coordinatore del corso: Prof. Salvatore Cardone;

-         Un rappresentante delle materie fondamentali; Prof. Giuseppe Bevilacqua;

-         Un rappresentante delle materie complementari: Prof. Paolo Terni;

-         Due rappresentanti del Collegio dei docenti eletti tra i docenti a cattedra: Prof.ssa Daniela Bortignoni, Prof.ssa Monica Barbara Vannucchi;

-         Un esperto in Pedagogia generale e Scienze della formazione: Prof. Nicola Siciliani de Cumis.

 

La commissione esaminerà preliminarmente i titoli prodotti deliberando l’idoneità del candidato a sostenere gli esami di selezione. I candidati così ammessi sosterranno una prova orale, una prova scritta e una prova pratica. Per il complesso di queste prove il candidato conseguirà una votazione che verrà sommata a quella conseguita attraverso l’esame dei titoli. La valutazione del candidato, sia per i titoli che per gli esami, verrà espressa in trentesimi.

 

L’ammissione agli esami richiede il conseguimento di un punteggio minimo di 9/30. Il punteggio massimo è fissata in 15/30. Per l’ammissione al Corso è fissato un punteggio minimo di 24/30. I candidati che conseguiranno un punteggio inferiore, fino alla sufficienza di 18/30, formeranno una graduatoria di riservisti, che potranno eventualmente essere ammessi a completamento dei posti disponibili e a sostituzione di eventuali rinunciatari.

 

 

 


Titoli e loro valutazione

 

 

A. TITOLI DI STUDIO

 

Ai fini del concorso di ammissione i titoli si studio sono divisi nelle seguenti categorie:

Titoli indispensabili, Titolo di riferimento, Titoli equipollenti, Titoli sostitutivi, Titoli integrativi.

Il titolo  di riferimento, i titoli equipollenti e i titoli sostitutivi sono alternativi e non cumulabili.

 

Titoli indispensabili

Il possesso di una diploma post-secondario è condizione assoluta di ammissibilità agli esami.

 

Titolo di riferimento

Il titolo di riferimento per l’ammissione agli esami è il diploma triennale dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” (pari a 180 crediti di cui almeno 90 di formazione specifica, e cioè recitazione, regia e tecniche di base). Il Diploma d’Accademia è titolo sufficiente ma non necessario per l’ammissione agli esami. Il candidato che non ne sia in possesso potrà presentare in alternativa un titolo di studio equipollente eventualmente integrato da esperienze di apprendimento certificate (diplomi o attestati) nell’ambito specifico della formazione teatrale. Il titolo di diploma dell’ANAD verrà valutato sulla media delle votazioni di diploma secondo la seguente tabella:

 

media di  6/10  = 9/30

media di 7/10   = 9.25/30

media di 8/10   = 9.50/30

media di 8/10   = 9.75/30

media di 10/10 = 10/30

 

Titoli equipollenti

I titoli equipollenti sono necessari e sufficienti per l’ammissione agli esami di selezione. Sono considerati titoli equipollenti:

1.      Tutti i diplomi dell’Alta Istruzione Artistica

2.      Il Diploma di Laurea in:

v     Discipline dello Spettacolo,

v     Pedagogia,

v     Psicologia,

v     Scienze dell’Educazione,

v     Scienze della Comunicazione,

v     Lettere con adeguato piano di studio per le materie pertinenti

v     Diploma dell’ISEF

 

 

Nel caso in cui il diploma sia stato conseguito con un voto unico espresso dalla sufficienza a 110, il possesso del titolo equipollente dà diritto al punteggio di 9/30 fino al 110 e a  più 1/30 per la lode. Nel caso in cui il voto sia espresso in decimi, dà diritto al punteggio di 9/30 fino al 10 e a più 1/30 per la lode. Nel caso in cui il diploma sia stato conseguito con distinte votazioni, dà diritto al punteggio di 9/30 fino alla media del 9 e a più 1/30 per la media del 10.

 

 

 

 

 

Titoli sostitutivi

E’ considerato titolo suscettibile di valutazione qualunque altro diploma di laurea o post secondario. I titoli sostitutivi sono necessari ma non sufficienti per l’ammissione alle prove d’esame. Questo tipo di titoli dà diritto a un punteggio di 5/30.

 

Titoli integrativi

Sono considerati titoli integrativi: Corsi, Stage, Laboratori di formazione professionale sulle discipline specifiche di Recitazione, Regia e Animazione.

I titoli integrativi non sono necessari né sufficienti per l’ammissione alle prove d’esame, e verranno valutati solo a integrazione dei titoli sostitutivi.  Essi danno diritto a un punteggio da 1/30 a 5/30, secondo valutazione della Commissione di esame.

 

B. TITOLI ARTISTICI E DIDATTICI

 

Sarà valutato un curriculum professionale documentato nello specifico campo delle attività  teatrali. Sarà inoltre valutato un curriculum documentato nello specifico campo delle attività didattiche o di animazione in realtà scolastiche, universitarie, sociali. Sarà valutato l’insegnamento dell’Educazione Fisica e delle materie letterarie nelle scuole secondarie. Saranno valutate ulteriori esperienze di apprendimento in ambito specifico.

Detti titoli artistici e didattici danno diritto ad un punteggio da 1/30 a 5/30, secondo la valutazione della Commissione d’esame.

 

 

Prove d’esame e loro valutazione

 

 

L’esame di ammissione si articolerà in una prova orale, una prova scritta e  una prova pratica.

 

1.      Prova scritta.

 

v   Svolgimento di un tema di cultura teatrale, su una terna proposta dalla Commissione;

 

2.      Prova orale.

 

v     Presentazione di un breve monologo di durata complessiva non superiore a 5’ a scelta del candidato;

v     Lettura a prima vista di un testo poetico a scelta della commissione;

v     Analisi testuale di una scena teatrale a scelta del candidato;

 

3. Prova pratica

 

v     Analisi a prima vista di una scena appositamente preparata dagli allievi del corso di recitazione dell’Accademia.

 

Le prove, a giudizio del Comitato Tecnico Scientifico, potranno essere organizzate eventualmente in più fasi in base al numero dei candidati ammessi. La prova scritta sarà selettiva e determinerà l’ammissione a quelle successive. La prova scritta non dà diritto ad alcun punteggio, ma solo al giudizio di ammesso o non ammesso alle prove successive. La prova orale e la prova pratica danno diritto a un punteggio da 1/30 a  15/30.

 

Descrizione del biennio

 

 

1. VERSO UN DIPLOMA SPECIALISTICO PER PEDAGOGHI TEATRALI

A differenza di quanto diffusamente accade nel resto d’Europa (da almeno trent’anni in molti paesi occidentali e fin dai primi del ‘900 nei paesi dell’est europeo) in Italia le scuole di teatro hanno ignorato nel loro ordine di studi corsi specifici destinati alla formazione dei formatori, cioè alla creazione di competenze professionali indirizzate all’insegnamento dell’arte teatrale.

Per contro, la pratica professionale recente (ultimi 15-20 anni) ha visto generazioni di attori e registi orientarsi nel nostro paese verso una pedagogia sul campo, solo sulla base di una domanda di mercato sempre più massiccia e nel tempo via via articolatasi in settori vari e contigui all’insegnamento della recitazione: teatro nelle scuole, prevenzione sociale, integrazione, recupero, strumentalità didattica delle tecniche recitative, teatro gioco ecc.

D’altro canto, nel settore specifico della formazione dei professionisti per il teatro, gli ultimi venti anni hanno visto un incremento impressionante di iniziative, sia private che degli enti locali, che hanno generato l’attuale, perfino eccessiva moltiplicazione di scuole di teatro per le quali, è evidente, mancano figure di docenti professionalmente e organicamente preparati.

Da almeno due decenni è così definitivamente decaduto l’antico modello per il quale il “maestro di recitazione” era un attore professionista o un regista, spesso al termine della sua vita professionale attiva, già messo in crisi dalla stessa creazione dell’Accademia che ha sostituito il concetto e la pratica della bottega con il concetto e la pratica di scuola e ancor più con il concetto e la pratica di alta formazione.

Ultima ma forse ancor più decisiva considerazione è la presenza massiccia di attività paracurricolari in tutte le scuole di ogni ordine e grado della repubblica, di laboratori e attività di spettacolo, attività che gli ordinamenti sull’autonomia scolastica potranno portare (e a nostro avviso sicuramente porteranno) al rango e alla dignità di autentici curricoli scolastici di tipo secondario.

Quest’ultimo fenomeno è visto con grande favore dal mondo teatrale in generale e dall’Accademia in particolare, ma è evidente che rende necessario definire e costruire una figura professionale capace di garantire la correttezza e l’efficacia del processo formativo. Sottolineiamo soltanto di sfuggita quanto possa essere pericoloso un docente inesperto nel campo dell’espressività fisica e vocale che intervenga in età “critiche” con una preparazione insufficiente.

Per tutti questi motivi, che si sostanziano di un pensiero ancora più complesso, l’ANAD si propone di avviare la sperimentazione di un biennio specialistico post-diploma che prefiguri uno dei corsi di “diploma specialistico” (o laurea specialistica?) da attivare compiutamente nel quadro della legge 508/99 di riforma dell’Alta Istruzione Artistica.

 

 

2. IL BIENNIO SPECIALISTICO POST DIPLOMA

Obiettivi di apprendimento

Studio della recitazione, del trainig fisico e vocale, delle teorie teatrali e delle metodologie per l’insegnamento del teatro

Profili professionali

Pedagogo e trainer di compagnia, Maestro per la formazione artistica al professionismo teatrale, Maestro di arte scenica per allievi cantanti, Insegnante di teatro nelle scuole superiori, Responsabile di attività teatrali nei centri universitari, Operatore teatrale per attività di laboratorio rivolte ad allievi non attori (integrazione, divulgazione, recupero, prevenzione), Animatore ed esperto di teatro gioco per l’infanzia e la preadolescenza, Operatore teatrale nelle scuole elementari e medie.

Sbocchi occupazionali

Il corso sarà a livello nazionale il primo corso organico di formazione specifica in un settore caratterizzato da una domanda sempre più pressante.

3. OBIETTIVI GENERALI

Il biennio specialistico post-diploma in Pedagogia teatrale si occupa dello studio e delle acquisizioni teorico/pratiche degli elementi di direzione dei processi formativi per l’arte teatrale nei differenti contesti, competenze e figure professionali che ad essa fanno riferimento.

Il Pedagogo teatrale compie un’azione complessa nel discente volta alla sedimentazione e riformulazione dei fondamentali dell’arte teatrale in un processo di inferenza e sintesi che li connoti e li renda operativi all’interno delle diverse specificità e campi di intervento della sua azione professionale.

Gli elementi base dell’attore, del pubblico e del testo instaurano tre diversi processi: una pedagogia espressiva, una pedagogia della comunicazione, una pedagogia della creatività che si connotano in un inferenza volta per volta differente a seconda dello spazio che costruisce le relazioni in senso teatrale.

Il biennio specialistico post-diploma in Pedagogia teatrale pertanto si occupa principalmente di rendere consapevoli i tempi e le modalità dei processi di interiorizzazione, di esteriorizzazione, di semantizzazione quali nuclei portanti della relazione comunicativa nello specifico del teatro. Si può dire che la trasmissione del valore, della dignità, della polimorficità della comunicazione umana costituisce la base e il quadro morale di riferimento costante e ultimo della Pedagogia teatrale, al quale fanno riferimento tutte le altre istanze, estetiche, psicologiche, letterarie.

 

4. PERCORSI FORMATIVI: MATERIE TEORICHE, MATERIE PRATICHE, LABORATORI ESTERNI

Nei due anni ai tradizionali percorsi di studio (lezioni frontali, seminari, lezioni pratiche) si affiancano percorsi di simulazione (all’interno della classe gli allievi a turno conducono delle lezioni guidate, soprattutto per le materie di training) e percorsi di tirocinio. Sia quelli di studio che di simulazione si sviluppano all’interno dei corsi pratici e teorici. I percorsi di tirocinio si svolgono nell’ambito di laboratori destinati ad alunni esterni: laboratori pilota condotti dal maestro, con gli allievi in veste di assistenti, laboratori saggio condotti individualmente dagli allievi; inoltre laboratori sperimentali con l’allievo in veste di assistente ricercatore si svolgono nell’ambito dei corsi del triennio di recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica.

 

Materie

FONDAMENTALI TEORICHE

Storia del teatro e dello spettacolo del novecento (BIENNALE)

Teoria e tecnica della pedagogia teatrale (BIENNALE)

Didattica della lingua italiana e dei suoi dialetti  (ANNUALE AL PRIMO)

Modelli e tecniche di lavoro sul campo (ANNUALE AL SECONDO)

 

FONDAMENTALI PRATICHE

Modelli drammaturgici e codici recitativi (BIENNALE)

Drammaturgia sperimentale e tecniche di improvvisazione (BIENNALE)

Dinamiche espressive del corpo e della voce (ANNUALE AL PRIMO)

Performance narrativa e composizione poetica (ANNUALE AL PRIMO)

 

COMPLEMENTARI

Pedagogia generale (ANNUALE AL SECONDO)

Psicologia sociale (ANNUALE AL SECONDO)

Psicologia dell’età evolutiva (ANNUALE AL SECONDO)

Linguistica e dialettologia italiana (ANNUALE AL SECONDO)

Semiologia (ANNUALE AL SECONDO)

Drammaturgia musicale (ANNUALE AL SECONDO)

 

5. CREDITI E MONTE ORE

Per il conteggio crediti il criterio adottato è il seguente:

1 credito = 25 ore

Lezioni frontali  = 8 ore di lezione  e 17 di studio

Attività pratiche = 20 ore di lezione e 5 di studio

 

PRIMO ANNO

MATERIE TEORICHE

Didattica della lingua italiana e dei suoi dialetti / Storia del teatro e dello spettacolo del novecento / Teoria e tecnica della pedagogia teatrale

24 lezioni di due ore à totale ore = 48

Totale crediti = 6 PER CIASCUNA DELLE TRE MATERIE                   à In tutto 18 crediti

 

 

MATERIE PRATICHE

Dinamiche espressive del corpo e della voce / Performance narrativa e composizione poetica

29 lezioni di quattro ore à totale ore 116

di cui 16 di lezioni teoriche (2 crediti) e 100 di attività pratiche (5 crediti)

totale crediti = 7 PER CIASCUNA DELLE DUE MATERIE                  à In tutto 14 crediti

 

Modelli drammaturgici e codici recitativi / Drammaturgia sperimentale e tecniche di improvvisazione

48 lezioni di quattro ore à totale ore = 192

di cui 32 di lezioni teoriche (4 crediti) e 160 di attività pratiche (8 crediti)

totale crediti = 12 PER CIASCUNA DELLE DUE MATERIE                   à In tutto 24 crediti

 

Tirocinio, Laboratori, Percorsi individuali

80 ore di lezione al primo anno per percorsi individuali, attività di tirocinio, seminari, laboratori e preparazione tesi 

à In tutto 4 crediti

 

SECONDO ANNO

MATERIE TEORICHE

Storia del teatro e dello spettacolo del novecento / Teoria e tecnica della pedagogia teatrale

Modelli e tecniche di lavoro sul campo

24 lezioni di due ore à totale ore = 48

totale crediti = 6 PER CIASCUNA DELLE TRE MATERIE                   à In tutto 18 crediti

 

MATERIE PRATICHE

Modelli drammaturgici e codici recitativi / Drammaturgia sperimentale e tecniche di improvvisazione

48 lezioni di quattro ore à totale ore = 192

di cui 32 di lezioni teoriche (4 crediti) e 160 di attività pratiche (8 crediti)

totale crediti = 12 PER CIASCUNA DELLE DUE MATERIE                   à In tutto 24 crediti

 

MATERIE COMPLEMENTARI

(due a scelta tra

Pedagogia generale / Psicologia sociale / Psicologia dell’età evolutiva / Linguistica e dialettologia italiana / Semiologia / Drammaturgia musicale)

24 lezioni di due ore à totale ore = 48

totale crediti  = 6 PER CIASCUNA DELLE DUE MATERIE                   à In tutto 12 crediti

 

Tirocinio, Laboratori, Percorsi individuali

120 ore di lezione al secondo anno per percorsi individuali, attività di tirocinio, seminari, laboratori e preparazione tesi 

à In tutto 6 crediti

 

Totale crediti in due anni à120

6. CALENDARIO E ORARIO: CRITERI GENERALI

Il biennio è organizzato in semestri. La durata dei semestri è stabilita dal calendario annuale. Nel calendario annuale sono programmate tutte le attività di verifica e di valutazione.

L’orario di lezione è fissato in cinque giorni a settimana (da lunedì a venerdì) per sei ore giornaliere con un’ora di intervallo dopo le prime quattro. Le lezioni si organizzano in moduli di due e di quattro ore.

Il Biennio sperimentale si concluderà alla fine di settembre 2003. La regolarizzazione annuale del Biennio avrà luogo non appena sarà portata a compimento la riforma prevista dalla legge 508/99.

 

7. VERIFICHE

Le attività di verifica dei livelli di apprendimento sono bimestrali (cioè due per ciascun semestre) e annuali.

Per la verifica dello studio individuale ogni allievo presenterà una relazione scritta bimestrale per ogni materia. Alla fine di ogni anno sosterrà un esame orale e/o scritto per ogni materia. Alla fine del biennio sosterrà un esame conclusivo con tesi scritta e sua discussione e un saggio finale collegato ad attività di tirocinio o di simulazione.

 

8. VALUTAZIONI

Il Comitato Tecnico Scientifico valuterà l’andamento del corso ogni due mesi e alla fine di ogni annualità. Il lavoro di monitoraggio sarà effettuato con i seguenti strumenti:

 

9. MATERIE E DOCENTI DELLA PRIMA ANNUALITA’

 

Teoriche

Storia del teatro e dello spettacolo del novecento (prima annualità)

Luigi Maria Musati

Teoria e tecnica della pedagogia teatrale (prima annualità)

Giuseppe Bevilacqua

Didattica della lingua italiana e dei suoi dialetti

Corrado Veneziano

Coordinamento dei percorsi individuali per le materie teoriche Maria Luisa Bigai

 

Pedagogia del testo

Modelli drammaturgici e codici recitativi (prima annualità)

Marisa Fabbri (Corso monografico) / Salvatore Cardone (Corso istituzionale)

Performance narrativa e composizione poetica

Marisa Fabbri

Coordinamento dei percorsi individuali per le materie di pedagogia del testo Lara Pasquinelli

 

Pedagogia dell’attore

Drammaturgia sperimentale e tecniche di improvvisazione (prima annualità)

Alessio Bergamo

Dinamiche espressive del corpo e della voce

Alessandra Niccolini

Coordinamento dei percorsi individuali per le materie di pedagogia dell’attore Giovanni Greco

 

10. DESCRIZIONI DELLE MATERIE

 

Storia del teatro del novecento Lo studio storico sul teatro si accentra al novecento soprattutto in due dei suoi aspetti fondamentali: da un lato come secolo dei registi/pedagoghi e delle nuove e diverse definizioni del lavoro dell’attore, delle teorie sulla recitazione e dei metodi; dall’altro come secolo delle messinscene alternative, dei teatri tascabili, dei club, delle cave, delle cantine, del teatro povero, dell’uso teatrale di luoghi non canonici e della drammaturgia dello spazio in genere, delle tecniche di messa in scena dell’oggetto trovato, del materiale povero o riciclato, e delle relative poetiche. Il primo aspetto fornirà un quadro storico al problema dell’insegnamento della recitazione, il secondo fornirà un utile supporto pratico/teorico alle reali occasioni professionali che si prospettano per l’operatore che si va a formare.

 

Teoria e tecnica della pedagogia teatrale Teoria generale e studio comparato, con riferimenti ai metodi più attuali. Collegamento con altre discipline per seminari pratici da affidare a docenti interni all’ANAD. Collegamento con i Percorsi di Tirocinio.

 

Modelli drammaturgici e codici recitativi Studio del repertorio drammatico soprattutto attraverso percorsi pratici. Al problema di fondo “non si possono recitare tutti gli autori allo stesso modo”, non si risponde con un formulario autore per autore, ma con un lavoro che comincia individuando il teatro virtualmente contenuto in testi diversi opportunamente scelti come esempi, sperimentandone la attuabilità; che continua con la giustapposizione e comparazione dei codici possibili che via via ne derivano; che si concentra infine sui corto circuiti attivabili tra codici e modelli. Del resto la drammaturgia del novecento è tutta basata su questo, sull’assunzione critica dei codici nei modelli (ma Shakespeare, come si sa, ci aveva già pensato per conto suo, e come sempre il cerchio si chiude lì). Collegamento con i Percorsi di Tirocinio.

 

Drammaturgia sperimentale e tecniche di improvvisazione Le tecniche dell’improvvisazione, a vario titolo e con diversa importanza, sono utilizzate in tutti i processi metodologici noti. Sono inoltre tecniche di grande utilità nella fase dell’apprendimento della recitazione, ma anche, magari semplificate, di grande efficacia in ambiti non professionali e di divulgazione (teatro/scuola, integrazione, teatro/gioco…) Con “drammaturgia sperimentale” si fa riferimento ai processi della scrittura “in scena” e all’uso della partitura flessibile o provvisoria, che alle tecniche suddette sono collegati. Collegamento con i Percorsi di Tirocinio.

 

Performance narrativa e composizione poetica I poeti inventano la lingua. La pratica della dizione poetica rappresenta l’approccio normativo più antico e meglio codificato alla recitazione: la lingua creata e le regole certe per essere detta. l’uso della voce, nel rivelare l’alchimia suono/senso che sta alla base di ogni costruzione poetica, viene esercitato nella sua funzione primaria di strumento per capire e interpretare. Collegamento con i Percorsi di Tirocinio.

 

Dinamiche espressive del corpo e della voce Il lavoro che l’allievo avrà già svolto in precedenza nell’ambito di discipline come Educazione del corpo, Mimica, Educazione della voce e Danza viene affrontato nella sua progressione analiticamente e sistematicamente. In questo ambito il percorso di simulazione (gli allievi a turno conducono lezioni guidate) trova la sua applicazione canonica. Collegamento con i Percorsi di Tirocinio.

 

Didattica della Lingua italiana e dei suoi dialetti Studio storico della lingua italiana. Lingua letteraria e lingua parlata. Grammatica italiana. Grammatica e insegnamento del leggere e del dire.