Scuola italiana in crisi, il problema è stato individuato: “Fermateli subito”

Il mondo della scuola vive un periodo molto particolare, tanto che un problema è stato individuato e qualcuno ha chiesto di fermare subito tutto.

Insomma l’istruzione in Italia si trova a dover affrontare una querelle pesantissima, difficile da gestire e con qualche problema di troppo nel bagaglio.

crisi scuola
La scuola italiana è davvero in crisi (Cultureducazione.it)

Al Ministero dell’Istruzione è arrivata una precisa indicazione e cioè quella di fare le cose con calma, ma di andare a sradicare quello che è un problema di difficile lettura e gestione. In mezzo a tutto questo sorge lo sviluppo della tecnologia che rischia di portare a un’involuzione della creatività, della mente verso il futuro del nostro paese.

Perché molti lo sottovalutano, ma di certo la scuola è la base per la società del futuro, perché forma tutti dal più umile al prossimo Presidente della Repubblica. In questo periodo però sembra che ai professori siano venuti meno degli strumenti fondamentali che servono per gestire in maniera oculata tutto quello che ruota attorno a questo mondo.

Ma andiamo ora a vedere qual è il problema che è stato individuato all’interno della scuola italiana.

Il problema della scuola italiana, come si risolve?

Il nemico numero uno della scuola, dell’istruzioni e dei professori si chiama Intelligenza Artificiale. Quello che è uno strumento, evidentemente, utile per tutti deve essere usato nella maniera giusta e non demonizzato come molto spesso è capitato in passato.

scuola e ai
Ai e scuola (Cultureducazione.it)

Molti studenti stanno iniziando a non fare più i famosi compiti a casa per gestire tutto con l’AI, riuscendo a risparmiare tempo ma impoverendo la loro mente e la cultura. Giuseppe Valditara ha parlato come riportato da OrizzonteScuola.it: “Deve rimanere uno strumento al servizio della persona”.

Secondo un recente report riportato da Lentepubblica.it pare che l’80% degli studenti tra i 16 e i 18 anni utilizzi l’intelligenza artificiale. Il 60% di questi lo fa per completare i compiti, il 18% per rispondere a test e il 13% per comporre temi o saggi. Insomma dei numeri che non possono che spaventare il Ministero dell’Istruzione italiano.

La sensazione è che l’uso dell’AI possa aiutare gli studenti a gestire tutto il meglio possibile, ma trovare il limite in questo senso è molto complicato, come è difficile altrettanto far capire agli alunni come usarla. A questo punto potrebbe diventare fondamentale, sotto ogni punto di vista, gestire il tutto con calma, attraverso magari un corso che possa insegnare ai ragazzi a capire come sfruttare le potenzialità di questo strumento.

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