Cancro: quello che non dovresti fare a tavola, per evitarlo

Il cibo come fonte di sostentamento ma anche di rischio. Il piacere non può dimenticare l’accortezza, perché ne va della nostra salute.

La buona salute inizia da lontano e, di per contrasto, le malattie iniziano al momento dell’acquisto. Molti attribuiscono un’importanza marginale al cibo che, al contrario, ha un ruolo determinante per prevenire – e in alcuni casi causare – diverse malattie. Persino il cancro al colon può avere origine al momento dell’acquisto.

Il filosofo tedesco Ludwig Andreas Feuerbach era solito affermare  “noi siamo quello che mangiamo“. L’idea sottintesa era di natura eminentemente filosofica ed intendeva delineare un connubio imprescindibile e permanente fra l’essere umano ed il mondo circostanze, in un rapporto di rispondenza e colleganza tale da permeare la connotazione stessa dell’essere umano, Nessuna valenza scientifica, in quella massima, almeno nelle intenzioni. E tuttavia essa viene ripresa oggi, da medici e nutrizionisti, con una prospettiva ben diversa, e pratica. Diventa così un monito sulle proveniente e le abitudini alimentari e di come queste possono incidere, in maniera diretta ed indiretta – sulla nostra salute. In definitiva il senso è: quello di cui ci cibiamo può aiutarci a prevenire le malattie o, al contrario, può giocare un ruolo determinante nel farle affiorare.

Il tema riguarda  malattie metaboliche come il diabete di tipo 2 o il colesterolo. Ma non solo queste. Recenti studi fanno comprendere come uno dei tumori più letali, il cancro al colon, può iniziare dalla noncuranza con cui facciamo acquisti e riempiamo il carrello della spesa.

I prodotti da non acquistare spesso, meglio mai

Dieta quotidiana e stile di vita in generale, possono  determinare il nostro stato di salute.  In particolare certe neoplasie sono correlati a quello che acquistiamo al supermercato.

Due dati sembrano più significativi di altri:  i tumori precoci sono aumentati del 79% e oggi ad ammalarsi sono sempre più persone giovani. E’ quanto emerge da un rapporto dell’American Cancer Society. Alcuni numeri sono spaventosi:  il cancro del colon-retto è la principale causa di morte per cancro negli uomini sotti i 50 anni e il secondo nelle donne nella medesima fascia di età.

In particolare le ricerche hanno evidenziato come il cancro del colon-retto nei bambini tra 10 e 14 anni dal 1999 al 2020 sono aumentate del 500%. mentre tra i giovani di età compresa tra i 20 e i 24 anni l’incremento è stato pari al 185%. La causa potrebbe essere una dieta sempre meno sana. Come mai prima i giovani sono diventati consumatori abituali di alimenti processati, cibi zuccherati e carne rossa. Alimenti che, se consumati spesso ed eccessivamente sono in grado di stravolgere la microbioma intestinale.

Ma il problema non è limitato al cibo ma a quanto, inaspettatamente, confluisce in esso. In particolare le microplastiche potrebbero favorire l’insorgenza del cancro del colon-retto. Le microplastiche possono essere presenti nell’alimentazione ed essere ingerite. Il dottor Alberto Bardelli, professore di Oncologia all’Università di Torino, spiega come il nostro organismo di fronte alla plastica non sa come comportarsi. Non l’ha mai conosciuta durante l’evoluzione e non ha meccanismi per neutralizzarla. In un’ alimentazione troppo ricca di zuccheri e carni rosse, possano causare uno stato infiammatorio nell’organismo che finisce per favorire il tumore al colon. E’ importante riconoscerne subito i sintomi e correre ai ripari: stitichezza, diarrea, dolore addominale, sanguinamento nelle feci.

 

 

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