Il condono di Salvini non è gratis. Quanto costa davvero salvare casa

Una svolta per la casa, o quasi. E c’è un costo, nel nuovo provvedimento del Governo, che dovrà essere messo in conto.

Il costo totale dei lavori per poter sanare alcune difformità edilizie relative ad abusi di lieve entità ha già un tetto stabilito. Il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini è riuscito dunque a far passare il suo decreto Salva-casa, la misura aspramente criticata dalle opposizioni ma, a quanto pare, assai gradita alla popolazione italiana che permetterà di sanare le piccole difformità edilizie con il pagamento di specifiche sanzioni.

condono di Salvini sulle case
Il condono di Salvini sulle case non è gratis/Cultureducazione.it

Per poter godere di questo piccolo condono edilizio bisogna però rispettare alcuni limiti. Innanzitutto, non tutti gli abusi sono sanabili. Come anticipato, la misura punta a offrire la possibilità di condonare soltanto abusi e difformità edilizie o urbanistiche di lieve entità. Si parla di difformità formali relative a incertezze interpretative della disciplina vigente, e non solo. Anche di piccoli abusi presenti nelle unità immobiliari, come lavori realizzati senza formale autorizzazione.

Rientrano nel decreto Salva-casa le difformità parziali che fino a ieri non potevano essere sanate per via della tanto discussa disciplina della “doppia conformità”. Ma cosa si intende per difformità di lieve entità? Il decreto afferma che coloro che negli anni hanno realizzato modifiche o ampliamenti al proprio immobile senza ottenere il permesso necessario potrebbero ora avere la possibilità di regolare la situazione.

Un esempio concreto è quello della creazione di una veranda. Ma si parla anche di interventi un po’ più invasivi, come l’aggiunta di un balcone. Oppure, a livello esterno, di opere relative alla costruzione di una tettoia esterna, una piccola piscina, o un garage.

Abusi edilizia, la cifra da spendere per poter accedere al condono

Lo stesso dovrebbe valere per modifiche all’interno della casa. Per esempio, come lo spostamento di pareti, l’innalzamento di tramezzi o ristrutturazioni minori (manutenzione straordinaria). Salvini vorrebbe poi estendere il condono ai cambi di destinazione d’uso: ci sono tante persone che hanno reso una parte dell’immobile da residenziale a commerciale o viceversa, e non hanno mai ottenuto autorizzazione o permesso.

quanto pagheremo per salvare le nostre case
Ecco quanto dovremo pagare in realtà/Cultureducazione.it

Un dato fondamentale è il tetto di questi interventi. Il condono edilizio è possibile se la cifra spesa o da spendere per sanare gli abusi rientra sotto una certa soglia. Salvini ha spiegato che il costo per regolarizzare le difformità edilizie varierà da un minimo di mille euro fino a un tetto massimo di 30.984 euro.

Questo costo è relativo alla sanzione pecuniaria che permette poi il rilascio del permesso. Per avere sia il permesso che la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria bisogna pagare il doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli interventi. Questa è la regola.

Il limite di tolleranza potrebbe poi aumentare per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024. Attualmente è al 2% e aumenterà in modo inversamente proporzionale alle dimensioni degli immobili. Si arriva fino al 5% per le case al di sotto dei cento metri quadri. Invece, per un’unità immobiliare compresa tra i cento e i trecento metri quadri la tolleranza è al 4%.

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