Contributi, così puoi mettere in salvo la tua pensione

Ottime novità per i lavoratori: grazie al riscatto dei contributi si potrà accedere prima alla pensione e avere anche un assegno più alto.

Pensione prima del previsto e con assegno più alto: tutto questo è possibile grazie al riscatto dei contributi e alla pace contributiva riconfermata dal Governo di Giorgia Meloni. Vediamo come funziona e chi può beneficiarne.

Non è rara la situazione di chi, pur avendo già compiuto 67 anni, deve continuare a lavorare perché non ha ancora raggiunto i contributi necessari per poter andare in pensione. Ricordiamo, infatti, che, stando a quanto fu stabilito nel 2011 dalla legge Fornero, l’accesso alla pensione ordinaria di vecchiaia è consentito solo a coloro che:

  • hanno almeno 67 anni;
  • hanno una contribuzione non inferiore a 20 anni;
  • hanno maturato un assegno previdenziale d’importo uguale o superiore a quello dell’assegno sociale.
come salvare la pensione
Avere la garanzia di ricevere la pensione è importante – Foto | Cultureducazione.it

Dunque raggiungere la soglia contributiva minima è indispensabile. Non solo: i contributi incidono anche sull’importo della pensione che andremo a ricevere. La situazione non migliora se si guardano le misure di prepensionamento in vigore al momento.

Tutte richiedono, infatti, ben più di 20 anni di contributi: in alcuni casi più del doppio. Che fare se, giunti a 67 anni, mancano all’appello un po’ di contributi? Si può ricorrere al riscatto, conosciuto anche come “pace contributiva”. Non tutti, però, possono percorrere questa strada.

Puoi riscattare 5 anni di contributi ma solo in questi casi

Puoi andare in pensione anche se ti mancano 5 anni di contributi grazie alla pace contributiva. Tuttavia, per farlo, devono sussistere determinate condizioni. Vediamo tutto nei dettagli.

Riconfermata la pace contributiva. Si tratta della possibilità di riscattare – pagando di tasca propria – fino ad un massimo di 5 anni di contributi utili ai fini dell’accesso alla pensione. Pertanto se, ad esempio, hai 67 anni ma solo 15 anni di contributivi, grazie alla pace contributiva raggiungerai la soglia dei 20 e potrai lasciare il tuo lavoro e andare in pensione.

Attenzione però: i 5 anni di contributi riscattabili devono essere stati versati tutti a partire dal 1996 in avanti, non prima. Il 1996, infatti, rappresenta un anno cruciale per le pensioni: è l’anno in cui è cambiato il metodo di calcolo degli assegni previdenziali. Fino al 1995 le pensioni si calcolavano con il sistema retributivo: dal 1996 in poi, invece, si calcolano con il il sistema contributivo.

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Preservare la continuità lavorativa è importante – Foto | Cultureducazione.it

Per riscattare gli anni di contributi che ti servono per la pensione puoi pagare tutto in un’unica soluzione oppure anche a rate: fino ad un massimo di 120 d’importo non inferiore a 30 euro. Altra “conditio sine qua non”: devi avere almeno un contributo obbligatorio versato nella gestione pensionistica in cui è esercitata la facoltà di riscatto.

Grazie alla pace contributiva puoi riscattare dei “buchi” compresi tra il 1996 e il 2023. ma attenzione: sono riscattabili tutti quei  periodi non soggetti a obbligo contributivo: congedo matrimoniale o parentale, periodi di disoccupazione non indennizzati, periodi di lavoro svolti in Paesi esteri che non hanno preso accordi con l’Italia. Non puoi, invece, riscattare periodi di svolgimento di attività lavorativa in cui c’era l’ obbligo di versamento contributivo.

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