Scatta ufficialmente il rimborso della Tari 2024: chi può richiederlo e come fare

La TARI non è sempre dovuta e alcuni cittadini possono chiedere il rimborso delle somme corrisposte. Vediamo in quali casi.

Potreste aver pagato la TARI senza averne l’obbligo. In tal caso dovete fare domanda di rimborso per ottenere la restituzione dei soldi versati. Ci sono condizioni da rispettare e una procedura da seguire. Scopriamole insieme. La TARI è l’imposta sui rifiuti destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Rimborso TARI
Chi può chiedere il rimborso TARI (Cultureducazione.it)

Devono corrisponderla i titolari di locali e aree scoperte, inquilini in affitto o proprietari. Il calcolo dell’importo della tassa viene effettuato dal Comune che invia al cittadino il modello F24 per avvisarlo della necessità di pagamento. Il contribuente può pagare quanto dovuto in un’unica soluzione oppure a rate (il numero è scelto dal Comune, solitamente sono 3 o 4 rate).

Si può corrispondere quanto dovuto recandosi in Banca, presso un Ufficio Postale oppure telematicamente sfruttando i canali online di Poste Italiane, dell’Agenzia delle Entrate o del proprio Istituto di credito. Il metodo più veloce è sicuramente tramite l’home banking. E se il cittadino pagasse la tassa pur avendo diritto all’esenzione perché, per esempio, l’immondizia non viene raccolta?

Come chiedere il rimborso TARI per rifiuti non raccolti

La mancata raccolta dei rifiuti che sistematicamente si accumulano in strada causando problemi igienici e di decoro dà diritto ad un rimborso della TARI? La risposta è stata fornita in una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di Roma.

Come chiedere rimborso TARI
La sentenza che spiega quando è dovuto il rimborso TARI (Cultureducazione.it)

Un cittadino ha avanzato richiesta di rimborso per un servizio di raccolta dell’immondizia non effettuato. La Corte ha riconosciuto agli abitanti del quartiere un rimborso TARI dell’80% dell’importo versato. In caso di disservizi nella raccolta, dunque, il rimborso spetta come dimostrato dalla rivoluzionaria sentenza che ha coinvolto il quartiere Settebagni a Roma.

Inizialmente era stato riconosciuto un esiguo rimborso del 20%, successivamente la percentuale è salita all’80%. Gli anni di riferimento sono 2017 e 2018, biennio in cui si è avvertita pesantemente la crisi dei rifiuti romana con aumento dell’immondizia per le strade e di cinghiali, ratti, blatte con conseguente pericolo per la salute delle persone.

I cittadini hanno segnalato il grave problema all’amministrazione comunale più volte documentando il tutto con foto e riprese video. Nulla di fatto tanto che il Consiglio del quartiere ha deciso di rivolgersi ad un’associazione pro bono che è riuscita ad estrapolare un 20% di rimborso nel 2020.

Roma Capitale ha deciso di fare ricorso e qui ha toppato. La Corte di giustizia Tributaria non solo ha riconosciuto la colpevolezza di Roma e dell’Ama ma ha anche alzato il rimborso all’80%. La sentenza è un esempio di come arrivare ad ottenere il rimborso TARI.

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