«Io non saprei trovare […] niuna lettura più facile, più attraente, più dolce di quella di un catalogo […]. Qui non è descrizione né cronaca, ma l'annunzio e l'indicazione molto sommaria dei volumi che cominceranno a uscire fra poco. Questa scarsità di notizie del resto è un pregio; essa dilata il campo dell'immaginativa. Inoltre ci invita, mentre s'aspetta, a riflettere più curiosamente sulla qualità e sugli elementi della nostra stessa aspettazione».

Così, all'inizio del Novecento, Renato Serra, discorrendo di cataloghi in un celebre scritto.

Dopo un secolo, con un po' di quella «immaginativa» di cui parlava Serra, questo che si presenta vorrebbe per l'appunto avere l'ambiziosa idea di dare l'«annunzio» di nuove ricerche sul tema che qui interessa, Antonio Labriola e la sua Università, ed un qualche chiarimento del senso della nostra «aspettazione», verso Labriola ed oltre Labriola. E ciò, in primo luogo, mediante le nuove documentazioni ottenute o ottenibili nell'Archivio Centrale dello Stato, nell'Archivio di Stato di Roma e negli Archivi del Rettorato e nella Biblioteca di Filosofia dell'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Un Labriola-catalogo, insomma. E - come escluderlo? – al plurale: catalogo di cataloghi, intanto, su Labriola e su l' Università che fu sua. Un' Università , quella di Labriola , a trecentosessanta gradi: e nel senso più ampio, soggettivo ed oggettivo del genitivo, comprendente intanto l'università come sede fisico-archettonica e tecnico-istituzionale delle funzioni scientifiche e didattiche proprie della vecchia “Sapienza” nel trentennio 1874-1904; ma inclusiva anche dell'università come luogo mentale-ideale e pratico-educativo perpetuo, in cui si rispecchia la complessiva esperienza culturale e pedagogica labrioliana nella società civile, tra vita quotidiana e memoria del tempo, tra formazione autocritica del “sé” e interferenza critico-formativa sulle “cose”, come storicizzabile attualità ed evidente progettualità etico-politica “altra”.

Il Catalogo e la Mostra che vi si connette, sono ovviamente solo uno tra i tanti modi possibili per ricordare Antonio Labriola nel Centenario della morte (1904-2004). E se, per un verso, le due iniziative rientrano nel quadro delle Onoranze labrioliane del 2004, per un altro verso si spiegano alla luce di precise, ulteriori circostanze di contesto e di prospettiva. Prime fra tutte, giacché si tratta di Labriola e la sua Università , le celebrazioni in corso ed in via di svolgimento per i Settecento anni della fondazione della Prima Università di Roma (1303-2003), entro cui la presente pubblicazione viene per l'appunto ad inscriversi come un momento caratterizzante.

 

 

antonio labriola e la sua università

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